Home / Amata Sardegna / Tziu Dominicu si contada / La vera sardità: onorare la lotta, non solo i simboli

La vera sardità: onorare la lotta, non solo i simboli

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’00” con la voce di Florian)

L’identità sarda non è una bandiera sventolata né un simbolo acquistato in un negozio di souvenir, un adesivo da incollare sulla targa dell’auto, una tuta ginnica con i quattro mori o altri similari. L’essere sardi è un atto di impegno, serietà e competenza che si traduce nella difesa e nella liberazione del nostro Popolo e della nostra Terra.
​Voglio rendere omaggio a coloro che hanno sacrificato la vita e la libertà per questi ideali; loro sono le nostre guide e la nostra eredità.

La nostra storia di lotta ha quattro figure, due delle quali ci hanno lasciato un’eredità indelebile con il loro sacrificio, e due che continuano a lottare con la stessa determinazione. Nell’ordine, i loro nomi sono:
Ovidio Marras, il pastore che ha vinto la sua battaglia contro la speculazione edilizia, dimostrando che l’amore per la terra e la sua tutela non hanno prezzo. Ha incarnato la resistenza del popolo contro i colossi del cemento;
Salvatore “Doddore” Meloni, la sua prigionia e la sua morte, conclusa in un “silenzio” che grida ancora giustizia, restano un monito per tutti noi sull’alta posta in gioco della battaglia per la sovranità. Un uomo che ha perso la sua libertà e, in un omicidio di Stato rimasto senza verità, la vita, pur di difendere l’ideale della Sardegna libera;
Bainzu Piliu (con me nella foto di copertina), l’uomo che ha pagato con la galera il suo incrollabile impegno, ma che non ha mai smesso di lottare per l’autodeterminazione; un modello vivente di perseveranza e dignità;
Mauro Pili, il politico e giornalista che, ancora oggi, combatte in prima linea contro le servitù militari, la speculazione energetica e la colonizzazione della nostra isola.
​Questi uomini rappresentano la vera “sardità”: non un’etnia o un folklore, ma l’etica dell’amore per la propria Terra spinta fino al sacrificio.
​Essere sardi è lottare contro gli intrusi.
​La difesa della Sardegna non può e non deve tollerare compromessi ideologici. Non si è sardi seguendo gli ideali estremisti – siano essi di matrice marxista o fascista – perché la nostra lotta è unica e deve nascere dalla Sardegna per la Sardegna.
​Essere sardi significa:

  • avere serietà e competenza, perché la lotta per la liberazione non è un gioco di bandiere, ma richiede studio, preparazione e un impegno totale e disinteressato;
  • difendere la nostra Terra, ovvero lottare contro le basi militari, la speculazione eolica e fotovoltaica, e tutti gli abusi che minacciano il nostro paesaggio e il nostro futuro;
  • andare a votare con consapevolezza, giacché l’atto più concreto e rivoluzionario che si possa compiere è quello di cacciare via, democraticamente, gli “intrusi” e tutti coloro che antepongono gli interessi esterni o personali al bene del popolo sardo.

La vera indipendenza è la sovranità popolare esercitata ogni giorno, in ogni scelta politica, economica e culturale. Solo così onoreremo il sacrificio di chi ci ha preceduto e garantiremo un futuro di libertà per i nostri figli.
​Seguiamo il loro impegno. Facciamolo con serietà, competenza e un amore incondizionato per la Sardegna.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

EVENTI IN PROGRAMMA

Seguici

logo Nazionale
Visione TV

Categorie

Ultimo video