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La Sardegna difende lo Statuto e la Trasparenza: appuntamento a Roma il 26 luglio

Il Direttivo Regionale di DSP Sardegna, riunitosi in assemblea straordinaria il 9 luglio 2026, alla presenza dei militanti rende note con un comunicato le determinazioni in merito alla situazione interna del partito e al percorso congressuale. Il documento ha già ricevuto la straordinaria adesione formale del Responsabile Esteri Pino Cabras e del 95% dei militanti e degli iscritti della nostra regione.

Le ragioni della nostra scelta: la parola torna agli iscritti

Il Direttivo riafferma con forza la propria totale e convinta adesione al Congresso Straordinario Nazionale, legittimamente convocato dal Presidente Francesco Toscano per il 26 luglio 2026 a Roma ai sensi dell’art. 8 dello Statuto.

Trasparenza violata: i fatti

Nel testo approvato, il coordinamento sardo disapprova pubblicamente una serie di episodi che hanno ostacolato la normale attività politica dell’isola:

  • il blocco arbitrario e immotivato delle caselle e-mail e della PEC istituzionale di DSP Sardegna a partire dal 22 giugno, un’azione che ha sabotato direttamente la mobilitazione sul territorio impedendo l’invio ai Comuni delle richieste per i banchetti della raccolta firme del Comitato Italia Neutrale;
  • la mancata risposta alla richiesta formale di accesso agli atti (verbali e quorum delle sedute degli organi direttivi) presentata dal Coordinamento Sardegna lo scorso 2 luglio ai sensi dell’art. 36 c.c..

La trasparenza è un obbligo imprescindibile verso gli iscritti; strumenti di lavoro e dati del partito non possono trasformarsi in terreni di ritorsione interna.

Altresì, è doveroso evidenziare che, poiché alla riunione del 9 luglio non erano presenti tutti i militanti/iscritti, in precedenza contattati dal Coordinatore Regionale, è parso indispensabile chiedere a ciascuno di loro un’ulteriore partecipazione al processo decisionale che ha portato a redigere il comunicato in oggetto. A tal fine è stato inviato un messaggio a corredo del comunicato con il quale si chiedeva ai militanti/iscritti il proprio riscontro. Per ragioni organizzative, è stato chiesto solo a coloro che intendevano dissentire di inviare un messaggio entro le 24 ore al Coordinatore Regionale, per gli altri sarebbe valso il silenzio-assenso. Questo ha scatenato un’offensiva da parte dei rizziani che hanno visto in ciò scarsa democrazia fissando l’attenzione sul messaggio e inoltrandolo con un “pesante” commento senza inviare il comunicato allegato. Spieghiamo allora il senso di quel “per ragioni organizzative”:

  • questo non è il primo invito al confronto, dal momento che, appunto, si è già tenuta una riunione alla quale non tutti hanno potuto partecipare, di conseguenza, per democrazia, il Coordinatore Regionale ha deciso di fare un ulteriore invito al confronto con questo messaggio;
  • poiché il Coordinatore Regionale ha inviato personalmente ad ognuno il medesimo messaggio era atteso che a lui rispondessero, ciò avrebbe determinato un verosimile intasamento della chat, pertanto si è chiesto solo a coloro che dovevano esprimere dissenso di manifestarlo;
  • inoltre, l’indispensabile lettura del messaggio per presa visione è accertabile dalle spunte blu di wattsapp. Per le spunte non colorate non si è proceduto ad inserirle nel conteggio degli aderenti. Allo stesso modo si è proceduto con coloro che hanno risposto con un commento senza chiarire la loro posizione: queste persone non sono state inserite nel conteggio percentuale;
  • cionondimeno, le risposte sono pervenute numerose anche chiarendo la propria adesione, segno che in tanti hanno desiderato ribadire il proprio supporto prescindendo dai motivi organizzativi. Questo è segno di grande convinzione da parte di questi iscritti.

Speriamo con questa precisazione di aver chiarito il senso e il valore di quel “silenzio-assenso”.

L’appello alla base

Per queste ragioni, DSP Sardegna dichiara di non riconoscere validità politica a percorsi o riunioni alternative e rinnova l’invito a tutti gli iscritti e simpatizzanti sardi a partecipare all’Assemblea del 26 luglio a Roma. Le porte sono aperte a tutti, compresi i dirigenti nazionali che finora hanno scelto la via del silenzio, per un confronto che avvenga da pari, davanti alla base.

👉 CLICCA QUI PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DEL DIRETTIVO REGIONALE DSP SARDEGNA

 

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