Negli ultimi anni, lo Stato di Israele ha condotto una serie di operazioni militari non solo contro Gaza e la Cisgiordania, ma anche su Libano, Yemen, Siria, Iraq, Iran e, nelle ultime ore, perfino sul Qatar, Paese alleato degli Stati Uniti. Ancora più inquietante è il sospetto che dietro gli attacchi nei confronti di navi umanitarie, come quella della Global Sumud Flotilla in Tunisia, si celi una rete coordinata che supera i confini della guerra aperta.
Tutto questo avviene spesso con una scarsissima reazione internazionale, confermando la sua crescente percezione di impunità.
Cronologia degli attacchi israeliani (ottobre 2023 – settembre 2025)
| Data / Periodo | Luogo colpito | Evento principale | Contesto e conseguenze |
|---|---|---|---|
| Ottobre 2023 – oggi | Gaza e Cisgiordania | Inizio della guerra con Hamas dopo il 7 ottobre; bombardamenti massicci, assedi, evacuazioni forzate | Oltre 64.000 morti palestinesi (stime ONU), distruzione su larga scala |
| Ottobre 2023 – 2025 | Libano (confine sud) | Scambi di fuoco quasi quotidiani con Hezbollah, artiglieria e raid aerei | Israele responsabile dell’83% degli oltre 13.000 attacchi documentati |
| 2023 – 2025 | Siria | Centinaia di raid aerei contro basi di esercito siriano e milizie filo-iraniane | Più di 200 obiettivi colpiti in un solo anno |
| 2023 – 2025 | Iraq | Attacchi mirati a basi di milizie sciite filo-iraniane | Colpiti depositi di armi e convogli |
| 26 ottobre 2024 | Iran, Iraq, Siria | Operazione “Days of Repentance”: missili su difese aeree e siti nucleari iraniani | Primo attacco diretto su larga scala a installazioni iraniane |
| Novembre 2024 | Gaza (ospedale Kamal Adwan) | Bombardamento di una struttura sanitaria | Vittime tra pazienti e personale medico |
| Settembre 2024 | Gaza (scuole UNRWA) | Attacchi multipli a edifici ONU usati come rifugi | 18 morti, appelli ONU per inchiesta indipendente |
| 13 giugno 2025 | Iran (Natanz, Parchin, Teheran) | Operazione “Rising Lion”: oltre 100 obiettivi, inclusi siti nucleari e residenze di alti ufficiali | Decine di morti, condanna unanime di ONU e ICJ |
| Giugno 2025 | Iran (nuova ondata) | Raid successivi su Teheran e regioni occidentali | Confermato uso massiccio di droni e missili |
| 9–10 settembre 2025 | Qatar (Doha) | Attacco a un incontro di Hamas; uccisi dirigenti del movimento | Condanna di Russia, Iran e ONU; tensione con gli USA (base di Al Udeid) |
| 10 settembre 2025 | Yemen (Sanaa e al-Jawf) | Raid contro quartier generali degli Houthi | Altri fronti aperti da Israele nella regione |
| Settembre 2025 | Tunisia (porto di Sidi Bou Said) | Nave della Global Sumud Flotilla colpita da sospetto drone durante scalo tecnico | Autorità tunisine negano attacco, ma testimonianze e video mostrano un’esplosione; forte indignazione internazionale |

Violazioni ONU e diritto internazionale
- Risoluzione 256 (1968): Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU condannò gli attacchi israeliani contro la Giordania come “flagranti violazioni del cessate il fuoco”, avvertendo che tali azioni non sarebbero state tollerate (Wikipedia).
- Risoluzione 478 (1980): L’ONU respinse l’annessione di Gerusalemme Est da parte di Israele, rifiutando di riconoscerne la pretesa sovranità e invitando gli Stati a ritirare le ambasciate (Wikipedia).
- Assemblea Generale ONU (settembre 2024): Richiesta a Israele di porre fine alla sua presenza illegale nei Territori Occupati, ritirando le forze militari e fermando gli insediamenti, in larga misura condannata globalmente (124 sì, 14 no, 43 astenuti) (Notizie ONU).
- Gaza 2023–2024: l’ONU ha parlato di migliaia di “gravi violazioni” contro i bambini nei territori occupati.
- Iran giugno 2025: ICJ e esperti ONU hanno definito gli attacchi israeliani “illegali e contrari alla Carta delle Nazioni Unite”.
- Qatar settembre 2025: Mosca e Pechino hanno denunciato la violazione della sovranità di un Paese terzo e alleato USA.
- Tunisia settembre 2025: se confermato, l’attacco al porto costituirebbe un atto di sabotaggio e una violazione della sovranità nazionale.
Conclusione critica
Questa cronologia dimostra una dinamica chiara: un Israele sempre più assertivo e impunito, capace di colpire sia territori ostili sia alleati — come il Qatar — senza pagare alcun prezzo politico reale. Le continue risoluzioni ONU e la devastazione civile non sembrano alterare il corso delle sue strategie militari.
Infatti in meno di due anni Israele ha aperto sei fronti diretti (Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria, Iraq, Iran) e colpito tre Paesi terzi (Yemen, Qatar, Tunisia). Un’espansione militare che, sotto la giustificazione della “difesa preventiva”, si è trasformata in una campagna regionale permanente.
Il punto centrale rimane l’impunità: condanne verbali e risoluzioni ONU si accumulano, ma senza alcun effetto vincolante. E così Israele si muove come un attore sciolto da regole, minando sia la stabilità del Medio Oriente che l’autorità del diritto internazionale.
Ulteriori fonti:














