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Intervista a Silvia Addis, l’angelo degli allevatori

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Considerato che l’artata maledizione della dermatite nodulare bovina continua ad aleggiare sugli allevamenti isolani come una condanna miope, nonostante i dati ottenuti dalle analisi condotte dalla dottoressa Antonietta Maria Gatti – dei quali giĂ  vi diedi conto nell’articolo intitolato “Dermatite nodulare bovina: altro che virus! Rilevata presenza di contaminanti metallici nei tessuti animali” e del quale trovate il link in calce a questa intervista -, ho deciso di intervistare Silvia Addis, attivista sassarese che ha preso a cuore la sorte degli allevatori e delle loro mandrie. Ecco, di seguito, quali sono le sue posizioni sul famigerato virus e sul trattamento riservato ai capi di bestiame vergognosamente abbattuti.

Luisa – Ciao Silvia, ti sappiamo molto attiva nella difesa degli allevatori, puoi dirci le tue competenze in materia e perchĂ© hai scelto di svolgere quella che sembra una vera e propria missione?

Silvia – Ciao, sono un’attivista impegnata a difendere la mia terra, la Sardegna. Ho iniziato con l’attivismo contro la speculazione energetica e poi ho ampliato l’azione anche nelle altre problematiche, vedi dermatite bovina, anche perchĂ© è tutto collegato. L’attivismo è sempre stato una costante per me, infatti ho collaborato con l’Associazione Libra di Don Ciotti.

Abbiamo visto tutti come la storia della dermatite bovina della scorsa estate, alla luce degli esiti delle analisi effettuate sui tessuti malati, dalla dottoressa Gatti, si sia rivelata una colossale truffa. Ultimamente c’è stato il caso della presunta dermatite bovina a Muravera e, ovviamente, buona parte dell’opinione pubblica non se l’è bevuta.

Luisa – Ci puoi raccontare brevemente come sei riuscita a contattare l’allevatore che ha denunciato la presunta infezione e come intendevi aiutarlo? Al signor Francesco Cannas hanno abbattuto l’intera mandria di 200 capi.

Silvia – Sono riuscita ad avere il contatto con l’allevatore Cannas lanciando un appello. Ho molti contatti, sia tramite social, sia tramite chat whatsapp dedicata agli allevatori. Gli ho proposto aiuto legale perchĂ© sono in contatto con un legale che si occupa di vaccini, animali e non solo. Inizialmente il signor Cannas sembrava interessato all’aiuto, poi ha chiuso le comunicazioni e ho appreso che il suo allevamento era stato completamente abbattuto.

Luisa – Nelle altre regioni hanno un approccio diverso alla dermatite bovina: i capi malati vengono isolati e messi in quarantena. Secondo te perchĂ© la regione Sardegna adotta invece l’abbattimento di tutti i capi, compresi i capi sani?

Silvia – La regione Sardegna applica le direttive UE piĂą drastiche, direttive che sono discrezionali per quanto riguarda le regioni. Penso che la regione Sardegna applichi la soluzione abbattimento totale per avere piĂą sussidi dalla UE.

Luisa – Per concludere vuoi lanciare un appello agli allevatori?

Silvia – Consiglio agli allevatori che hanno a cuore il loro lavoro e la loro terra di essere piĂą uniti, di essere piĂą informati e di avvalersi delle tutele legali che esistono affidandosi a chi ha competenza in merito. Il legale di cui parlo ha tutelato vari allevatori sardi e della Valle D’Aosta tramite PEC che sono riconosciute legalmente, sono documenti a tutti gli effetti.
Tramite le PEC fino ad oggi non c’è stata data prova dell’esistenza del virus, ossia della dermatite nodulare bovina. Come la stessa dottoressa Gatti afferma: «Non c’è nessuna dermatite, ma si tratta di granulomatosi». Pertanto, sarebbe opportuno affidarsi al legale per tutelarsi nel non vaccinare e non solo.

Luisa – Grazie Silvia, attendiamo nuovi sviluppi e ci risentiamo presto.

Link https://www.dspsardegna.it/dermatite-nodulare-bovina-altro-che-virus-rilevata-presenza-di-contaminanti-metallici-nei-tessuti-animali/

 

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