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Amanti delle tradizioni americane, in questa data, se state in Sardegna, dimenticatevi zucche intagliate e “dolcetto o scherzetto” come ve li ha fatti conoscere il cinema, perchĂ© qui si fa sul serio con le anime dei morti, ma sempre con un tocco di “ospitalitĂ spettrale”!
Ecco cosa succede di solito in Sardegna il 31 ottobre
Innanzitutto, preparatevi a sentire uno di questi nomi, a seconda della zona dell’isola nella quale vi trovate: Is animeddas, Su mortu mortu, Sas animas. Ovviamente – che sto a dirvelo – tutti questi nomi si riferiscono alla tradizione di commemorare i defunti tra il 31 ottobre e il 1° novembre.
In secondo luogo, preparatevi ad assistere ad una questua speciale. Infatti, i bambini sardi non vanno in giro solo per caramelle, ma per is animeddas (le piccole anime). Bussano alle porte chiedendo doni per queste anime, e in cambio ricevono frutta secca, dolci tipici o, nei tempi attuali – ebbene sì – anche qualche cioccolatino e caramelle. Cionondimeno, non aspettatevi il classico “dolcetto o scherzetto”, ma un piĂą sobrio: «Seus benius po is animeddas»; tradotto: «Siamo venuti per le piccole anime».
In terzo luogo, assisterete ad un rito particolarissimo: la tavola imbandita per i defunti. Si crede, infatti, che le anime dei defunti tornino a visitare i propri cari in questa notte; quindi si lascia loro del cibo a disposizione. Unica ma basilare regola da rispettare: niente coltelli o forchette, non si sa mai che il defunto abbia un attacco di nostalgia per la vita terrena un po’ troppo… tagliente!
Quarto e ultimo luogo, veniamo ai dolci che tradizionalmente si dovrebbero regalare se non imperassero le leggi della Grande Distribuzione – e, per fortuna, esistono ancora realtĂ , che se ne infischiano -. Durante la questua, i dolci tipici sono, neanche a dirlo, tra i doni piĂą graditi (sia dai bambini che dalle anime, si spera). Tra essi ricordiamo: is pabassinus (dolci a base di uva passa, noci e mandorle), is ossus de mortu (dolcetti croccanti a forma di ossa) e il pane de sos mortos (pane dolce speciale realizzato unicamente per l’occasione).
E, siccome sono buona io, buonissimi i pabassini e la mia ricetta funziona che è una meraviglia, desidero farvene dono così che possiate quantomeno archiviarla, se non riuscite a prepararli per tempo oggi stesso.
Ricetta dei pabassini
Ingredienti:
– Farina 00: 500 g
– Zucchero: 200 g
– Strutto (o burro): 200 g
– Uvetta: 130 g
– Mandorle pelate: 130 g
– Uova: 2 medie (circa 120 g)
– Latte intero tiepido: 80 g
– Ammoniaca per dolci: 1 g
– Estratto di mandorla: 2 g
– Scorza di limone o arancia grattugiata, semi di finocchio, anice (a piacere)
Per la glassa (facoltativa):
– Zucchero a velo: 150 g
– Albumi: 2 (circa 80 g)
– Codette colorate: q.b.
– Succo di limone: 1 cucchiaino
Preparazione:
1. Ammollare l’uvetta: mettere l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per circa 15 minuti al fine di ammorbidirla.
2. Tostare le mandorle: tostare le mandorle in forno o in padella e tritarle grossolanamente.
3. Preparare l’impasto: in una ciotola capiente, mescolare la farina e lo zucchero. Aggiungere lo strutto (o il burro ammorbidito) e lavorare con le mani fino ad ottenere un composto sabbioso.
4. Aggiungere gli ingredienti liquidi: le uova, l’estratto di mandorla (o gli aromi scelti) e il latte tiepido in cui è stata sciolta l’ammoniaca.
5. Incorporare la frutta secca: aggiungere l’uvetta strizzata e le mandorle tritate all’impasto. Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.
6. Far riposare l’impasto: avvolgere l’impasto nella pellicola trasparente e farlo riposare in frigorifero per almeno un’ora.
7. Formare i biscotti: stendere l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata fino ad uno spessore di circa 1 cm. Ricavare dei rombi (o la forma desiderata) con un tagliabiscotti o un coltello.
8. Cuocere i biscotti: disporre i biscotti su una teglia rivestita di carta forno e cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 20-30 minuti, o fino a quando saranno dorati.
9. Preparare la glassa (facoltativa): mentre i biscotti si raffreddano, preparare la glassa mescolando lo zucchero a velo con l’albume (o l’acqua e il succo di limone) fino ad ottenere una consistenza liscia e spalmabile.
10. Glassare e decorare: una volta che i biscotti si sono raffreddati, glassarli con la glassa preparata e decorare con codette colorate.
11. Lasciar asciugare la glassa: far rapprendere completamente la ghiaccia (è questo il nome di questa glassa) prima di servire o conservare i biscotti.
Is pabassinus si conservano per diversi giorni in una scatola di latta.














