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Il Sì di DSP al referendum sulla riforma del CSM: le ragioni

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A marzo di quest’anno saremo chiamati a dire la nostra sulla Riforma Costituzionale della Giustizia. Il referendum è confermativo e non necessita di quorum. In sostanza, siamo chiamati a decidere sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e sull’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare composta da “laici” che accentri le competenze disciplinari in capo attualmente al CSM.

DSP ha assunto una posizione netta a favore del in occasione del referendum. In questo caso, la linea politica si fonda sulla critica allo “strapotere delle correnti” e sulla necessità di restituire centralità alla sovranità popolare e alla responsabilità dei magistrati.
Ecco i punti chiave del pensiero politico del partito che ne delineano la posizione.

  • Riforma del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura): DSP sostiene il SÌ per eliminare l’obbligo di raccogliere firme per le candidature. L’obiettivo è scardinare il “sistema delle correnti” e l’incidenza dei pesi politici interni all’Associazione Nazionale Magistrati.
  • Separazione delle carriere: DSP sostiene fermamente che un magistrato non debba poter passare dal ruolo di accusatore (PM) a quello di giudice (e viceversa) durante la carriera. Questo serve a garantire la terzietà del giudice, principio fondamentale per un giusto processo.
  • Limitazione della custodia cautelare: DSP è favorevole a limitare i casi in cui una persona può essere arrestata prima di una condanna definitiva, denunciando l’abuso della carcerazione preventiva come strumento di pressione o “pena anticipata”.
  • Equa valutazione dei magistrati: DSP appoggia l’ingresso di membri laici (avvocati e professori) nei consigli giudiziari con diritto di voto sulla valutazione dell’operato dei magistrati, per rompere l’autoreferenzialità della categoria.
  • Responsabilità civile diretta: DSP punta, in prospettiva, a una maggiore responsabilità dei magistrati per gli errori giudiziari, affinché chi sbaglia risponda delle proprie azioni come ogni altro cittadino.
  • Critica al “giustizialismo”: la posizione di DSP è anche una risposta polemica al giustizialismo mediatico, difendendo la presunzione di innocenza e il primato della politica sulla magistratura.

La linea di DSP si differenzia da quella di altre forze proprio per questo approccio garantista, che vede nella magistratura attuale un corpo separato dallo Stato che spesso eccede i propri confini costituzionali.

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