🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 3’52” con la voce di Seraphina)
Mentre scrivo questo articolo, le ultime notizie indicano che è stato raggiunto un accordo sulla prima fase di un piano di pace per Gaza, mediato dagli Stati Uniti e altri Paesi.
Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che, se il disarmo e la smilitarizzazione di Hamas non avverranno, la guerra riprenderà (a casa mia questo si chiama portare le mani avanti; comportamento mai foriero di buoni auspici). Hamas, da parte sua, ha chiesto garanzie ai mediatori sul fatto che l’accordo porti alla fine definitiva della guerra. Ed è noto che Netanyahu è campione di garanzie…
Ma non è di questo che desidero parlarvi poiché gli sviluppi si vedranno giorno per giorno. Piuttosto, mi preme evidenziare due punti a quanti sono convinti che le manifestazioni dei giorni scorsi abbiano influito in maniera determinante sul piano di pace:
- manifestazioni ne sono state organizzate più che assai, che le ultime abbiano avuto un peso differente non pare logico pensarlo;
- la stupidità, come vi dirò appresso, non mi risulta essere l’ingrediente principale dei piani di pace.
L’immagine che vedete in copertina con la scritta Free-Gaza sulla carrozzeria, prodotta con una bomboletta spray, e il lunotto posteriore mandato in frantumi, ritrae una delle varie auto che hanno subìto la medesima sorte venerdì 3 ottobre in occasione di una manifestazione sedicente pro-Gaza.
Ora, non so cosa abbiano capito coloro che si sono resi autori di tale sfregio del motivo per il quale manifestavano, quello che ho capito io di loro è che sono solo degli imbecilli che non avevano a cuore alcuna causa da difendere e, banalmente, utilizzano ogni occasione come scusante della loro propensione al vandalismo. Il senso di un gesto idiota come questo è noto solo ai neuroni evaporati di chi l’ha agito e, ancora una volta, mi chiedo: ma tutti ‘sti droni che ci volano costantemente sopra e tutte ‘ste telecamere che spiano ogni nostro bacio perché non colgono gli autori di simili stupidaggini?
Pensiamo solo ad un dato importante: l’uso dei droni da parte delle Forze di Polizia in Italia (come specificato dal Decreto del Ministero dell’Interno del 13 giugno 2022) è previsto per diverse finalità, tra le quali: il controllo del territorio, la prevenzione e il contrasto di crimini e la sicurezza pubblica (che include la gestione di manifestazioni, come i cortei o i presidi legati a uno sciopero).
A ben vedere, pare che tutte le tre finalità fossero soddisfatte in occasione delle manifestazioni pro-Gaza. Dunque, da qualche parte qualcuno avrà filmato ‘sti geni agire la loro costosissima bravata (scrivo “’sti geni”, al plurale perché, generalmente, ci sono categorie che vanno in coppia; vi basti l’allusione…). E, allora, che gli agenti mettano a disposizione del proprietario della vettura il frutto del loro lavoro. Farebbero cosa gradita.
Non m’importa se chi s’è macchiato di tale insulso gesto sia un manifestante o un infiltrato, quello che vorrei sottolineare, per stimolare una riflessione comune, è che nell’epoca della sorveglianza di massa, quella nella quale pure se decidi di sparire e vivere da eremita ti vengono a cercare perché occhi artificiali indiscreti spiano ogni centimetro del tuo percorso verso l’invisibilità, non si capisce perché non sia sufficiente per il proprietario di una vettura ridotta in queste condizioni denunciare l’accaduto e vedere, nel breve volgere di un lampo, le Forze dell’Ordine che gli mostrano i disgraziati e li costringono a risarcire i danni materiali e morali della effetti della loro stupidità? Anzi, di più, non dovrebbe nemmeno denunciarli; si dovrebbe procedere d’ufficio.
Ma che vi devo dire? Pare che in ‘sto paese più ti fumano i neuroni più ti lisciano il pelo.
E, ora, ditemi che le manifestazioni hanno ispirato i piani di pace…














