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Distrazione e gradualitĂ  per indurci la decerebrazione

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Avete presente lo stracitato esperimento della rana bollita di Noam Chomsky? Ecco, è importante fare una piccola ma fondamentale precisione storica: l’esperimento delle rane decerebrate (o “della rana bollita” appunto) non è stato condotto fisicamente da Noam Chomsky, nĂ© è un esperimento di sua invenzione. Tuttavia, Chomsky lo ha spesso utilizzato come potente metafora per spiegare la sua teoria della manipolazione mediatica e l’apatia delle masse.

L’esperimento originale risale al XIX secolo (attribuito a scienziati come Friedrich Goltz), ma nella narrazione di Chomsky diventa una parabola sul controllo sociale.

L’esperimento descrive due scenari opposti che illustrano come reagisce la sensibilitĂ  umana (o animale) ai cambiamenti.

  1. Reazione al trauma improvviso

Se una rana viene gettata direttamente in una pentola di acqua bollente, essa percepisce immediatamente il pericolo e, con un colpo muscolare riflesso, salta fuori per mettersi in salvo.

  1. L’adattamento degradante

Se la stessa rana viene posta in una pentola di acqua fredda e la temperatura viene alzata in modo estremamente lento e graduale (ad esempio di 0,02°C al minuto), la rana non percepisce il pericolo. Il suo organismo cerca di adattarsi costantemente alla nuova temperatura, consumando tutte le energie in questo sforzo di adattamento. Quando l’acqua raggiunge il punto di ebollizione, la rana è ormai troppo debole e intorpidita per reagire, e finisce per morire bollita senza aver mai tentato la fuga.

Perché Chomsky cita questo scenario?
il motivo è che lo utilizza quale esempio per descrivere la strategia della gradualitĂ : se un governo o un sistema di potere imponesse cambiamenti drastici e immediati (come l’abolizione improvvisa di tutti i diritti sociali o l’instaurazione di una dittatura palese), la popolazione reagirebbe con una rivolta (il “salto” della rana).

Invece, il potere agisce come il bruciatore sotto la pentola:

  • introduce cambiamenti minimi, quasi impercettibili;
  • applica misure impopolari un po’ alla volta, distribuite su anni;
  • e sposta il limite dell’accettabilitĂ  sociale (quella che oggi chiamiamo Finestra di Overton) in modo che l’opinione pubblica si abitui lentamente a condizioni che, anni prima, avrebbe considerato intollerabili.

Una riflessione che viene infatti attribuita Chomsky è proprio questa:

«Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per anni consecutivi».

C’è, però, un dettaglio importante che viene sistematicamente omesso quando si fa ricorso alla metafora della rana bollita. Nell’esperimento scientifico originale le rane utilizzate erano decerebrate poichĂ© l’esperimento serviva a dimostrare che, privato dei centri nervosi superiori, l’animale perdeva la capacitĂ  di autoconservazione consapevole.

Nella metafora di Chomsky, la “decerebrazione” della massa avviene tramite l’istruzione scadente, l’intrattenimento di basso livello e, appunto, le armi di distrazione di massa delle quali abbiamo giĂ   parlato nell’articolo intitolato “Armi di distrazione di massa: l’arte invisibile del controllo”.

Un esempio calzante e attuale della “strategia della gradualitĂ ” (o della rana bollita) applicata alla realtĂ  geopolitica recente è l’erosione della privacy digitale e l’accettazione della sorveglianza di massa.

Se nel 1990 un governo avesse proposto una legge per installare un microfono e una telecamera in ogni casa, tracciare ogni spostamento dei cittadini e leggere ogni loro messaggio privato, ci sarebbe stata una rivoluzione immediata (il salto della rana fuori dall’acqua bollente).

Tuttavia, il potere ha alzato la temperatura un grado alla volta. State attenti e seguiteci passo passo.

Passo 1. Il grado del comfort (Anni 2000-2010)
Ci sono stati offerti servizi gratuiti e incredibilmente utili: motori di ricerca, mappe, social network. Per usarli, abbiamo iniziato a cedere piccoli dati (interessi, compleanni). La sensazione era di puro vantaggio: “Non ho nulla da nascondere, e in cambio ho il mondo in tasca”.

Passo 2. Il grado della sicurezza (Post 11 settembre)
Dopo gli attentati del 2001, con il Patriot Act negli USA e normative simili in Europa, l’opinione pubblica ha accettato che il controllo delle comunicazioni fosse un “male necessario” per prevenire il terrorismo. La temperatura saliva: la privacy non era piĂą un diritto assoluto, ma un bene scambiabile con la sicurezza.

Passo 3. Il grado dell’emergenza sanitaria (2020-2022)
Con la pandemia, abbiamo accettato strumenti di tracciamento digitale (app di controllo, QR code per l’accesso ai luoghi pubblici) che solo pochi anni prima sarebbero stati visti come distopici. La giustificazione era la salute pubblica. La rana (la societĂ ) si è adattata ancora una volta a un nuovo livello di controllo.

Passo 4. Il risultato: la “normalizzazione”
Oggi viviamo in quella che Shoshana Zuboff chiama “capitalismo della sorveglianza”. Accettiamo come normale che i nostri smartphone ci ascoltino per proporci pubblicitĂ  o che algoritmi predittivi analizzino il nostro comportamento. Siamo nella fase finale dell’esperimento: l’acqua scotta, ma siamo troppo abituati al calore per percepire il pericolo di aver perso, gradualmente, la nostra autonomia decisionale.

Questa progressione dimostra perfettamente come la distrazione (il comfort dello smartphone) e la gradualità (le emergenze che si susseguono) lavorino insieme per rendere accettabile ciò che un tempo era impensabile.

 

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