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Diario di Luisa dal fronte della Resistenza contro l’eolico: da lunedì 27 ottobre a domenica 02 novembre 2025

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 6’08” con la voce di Thalita)

Le new entry della settimana che aggiungono effervescenza al nostro territorio riguardano le pecore d’importazione e la rivolta dei pescatori a Siniscola.

Lunedì 27 ottobre

  • Incontro pubblico a Bonarcado sul Sardinian Link, la dorsale di cavi ad altissima tensione che unirà il Thyrrennian link agli altri cavi che portano via l’energia dal nord dell’isola.

Martedì 28 ottobre.

  • Terna pubblica l’avviso al pubblico per il Sardinian Link con un allegato di oltre 40 (!) pagine nei quotidiani sardi. Ricordiamo che il Sardinian Link è la dorsale ad altissima tensione progettata appositamente per sfruttare il nostro territorio e per arricchire i magnati dell’energia.
    NIENTE di quest’opera serve alla Sardegna e ai Sardi! La nostra rete elettrica fa schifo. Non abbiamo un consumo che giustifichi lo sventramento e l’inquinamento della nostra isola per un’opera del genere! Sono 45 i comuni coinvolti. Sono più di 40 pagine con l’elenco degli espropri e delle servitù. I sindaci e la popolazione si devono unire per contrastare questa ennesima ingiustizia calata dall’alto (cit. Gruttes).
  • Il Coordinamento Gallura denuncia che il 24 ottobre scorso sono state rilasciate LE ENNESIME AUTORIZZAZIONI dal Mase: altri due pareri positivi alla Via (Valutazione di Impatto Ambientale) per ulteriori progetti giganteschi nonostante il parere contrario del Mic. Sono due impianti colossali di agrivoltaico (una vera e propria truffa) che interessano addirittura 7 comuni. Il primo impianto lo hanno battezzato “Agripauli” (anche il nome è un insulto per noi): impianto agrivoltaico di potenza pari a 67,054 MW e relative opere di connessione nei comuni di Guspini e Pabillonis. Il secondo si chiama “Villacidro 3”, con potenza pari a 51,3 MW e relative opere di connessione, ricadente nei comuni di Villacidro, San Gavino Monreale, Sanluri, Serramanna e Villasor. Le ditte a cui è stato concesso dallo Stato italiano di fare razzia sul nostro territorio si chiamano “Ica XII Srl” e “Green Energy Sardegna2 Srl”, due società a responsabilità limitata che si mangeranno tutto e poi spariranno, dopo averci tolto ciò che è nostro.
    In quei territori, per altro già zeppi di impianti, vi sono nuraghi, domus de janas, tombe dei giganti, insediamenti protostorici, necropoli e sepolture, santuari, fonti, pozzi, oasi faunistiche, beni architettonici, edifici di uso pubblico e ogni genere di bene vincolato. E poi corsi d’acqua e aree boscate vincolate per legge; tre parchi regionali; aree SIC-ZSC protette; insediamenti preistorici, nuclei rurali legati al sistema medievale del castello di Monreale…
    La lista è infinita. La Soprintendenza dei beni culturali, ovviamente, ha dato parere ASSOLUTAMENTE CONTRARIO, spiegando in numerose pagine perché non si possono realizzare impianti FER in quelle zone. Ma Pichetto Fratin e i “signori” (si fa per dire) del Mase se ne infischiano.

    Hanno preso a pedate per l’ennesima volta la Legge Regionale Todde, schiaffeggiando di fatto la nostra presidente e tutto il Consiglio Regionale.
    E i nostri governanti cosa fanno? CHINANO LA TESTA! Incontrano Pichetto Fratin ai convegni, dove si parla di trasformare la Sardegna in laboratorio energetico sperimentale, e loro non dicono “ba”. Cosa altro aspettiamo per dire BASTA? Cosa aspetta la Regione Sardegna per frenare lo Stato nemico, per tirare su le barriere? Cosa aspetta a mettere in campo la nostra competenza primaria in materia urbanistica? Perché dobbiamo essere complici di ladri, truffatori, devastatori? Il Mase sta oltrepassando di gran lunga anche il famigerato Decreto Draghi, approvando impianti situati a distanze che Draghi non consentiva. Cosa aspettiamo a ribellarci?
    Perché non si ricorre alla magistratura, senza aspettare per l’ennesima volta che scadano i termini? Perché la Regione Sardegna si limita a presentare osservazioni ridicole, fatte di due miserabili righe dove ci si limita a dare “suggerimenti migliorativi”, anziché spiegare dettagliatamente (come si faceva prima) i motivi per cui non si possono realizzare questi impianti? E noi, comuni cittadini, cosa abbiamo intenzione di fare? Anche noi ci inginocchieremo umilmente di fronte all’invasore come sta facendo la Regione Sardegna? Anche noi consegneremo la nostra terra e la nostra vita ai faccendieri di mezzo mondo? Vogliamo darci una svegliata prima di essere annientati? O ci stiamo rassegnando a vivere dentro un cimitero solo perché lo ha decretato un Ministero dello Stato italiano, ormai dichiaratamente nostro nemico?
    (Cit. Coordinamento Gallura)

Mercoledì 29 ottobre.

  • Le Associazioni Riunite contro la speculazione energetica pubblicano un vademecum su come difendersi dagli espropri.
  • A due anni dalla sua morte, il Presidio Permanente del Popolo Sardo dedica una serata alla memoria di Giampiero Zampa Marras, figura di spicco nella storia dell’indipendentismo sardo.

Giovedì 30 ottobre.

  • Il Comitato Nuraxino invita a un confronto gli altri comitati territoriali per decidere come muoversi per contrastare i nefasti progetti di Terna (vedi Tyrrhenian Link, Sardinian Link e le 40 pagine pubblicate il 28 ottobre scorso).

Venerdì 31 ottobre.

  • Dopo l’agricoltura e l’allevamento, adesso provano a distruggere la pesca. All’ultimo blocco della pesca di un mese, i pescatori finalmente rispondono con una mobilitazione a Porto La Caletta di Siniscola.

Sabato 1° novembre.

  • Un nuovo attacco all’economia dell’isola: questa volta alla pastorizia. Introdotte nuove regole: sì alle pecore d’importazione, sì agli allevamenti intensivi in stalla. Come distruggere la pastorizia sarda.

Domenica 2 novembre.

  • Oggi a Carloforte primo banchetto informativo. Intanto tutto il Comune di Portoscuso si è espresso chiaramente contro gli impianti eolici offshore. E i pescatori di Sant’Antioco e Calasetta si stanno alleando (Cit. Comitato Carloforte).

Non si arretra di un centimetro.

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