🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 4’57” con la voce di Thalita)
Tra sentenze del TAR che salvano dai progetti “coloniali” i terreni gravati da usi civici e gli stakeholders intoccabili il Diario della Resistenza ripercorre una nuova settimana di iniziative anti-speculative che hanno coinvolto tutta l’isola.
Lunedì 20 ottobre.
- Consiglio Comunale aperto a Putifigari per discutere del progetto della centrale fotovoltaica a terra articolata su due aree del territorio comunale: Monte Siseri (area nord) e Seddonai (area sud).
- Clamorosa sentenza del TAR: i terreni gravati dagli usi civici non si toccano. In loro presenza essi vanno specificati in sede di presentazione dei progetti. Ciò non è stato fatto per Sestu, Villacidro, Saccargia. Si prevede il blocco dei progetti presentati e non ancora approvati e il ripristino dei terreni con i cantieri già avviati o ultimati.
Martedì 21 ottobre.
- Conferenza sulla Zona Franca a Pula.
Mercoledì 22 ottobre.
- L’ENI è intoccabile! Infatti, il MASE approva il progetto fotovoltaico di società riconducibili all’ENI tra Tramatza e Milis, in barba alla legge 20 sulle aree idonee (già considerata illegittima ma in attesa di un verdetto finale) e in barba al parere dell’ufficio Pianificazione urbanistica della Sardegna, del parere negativo del Ministero della Cultura, del parere negativo della Soprintendenza Speciale per il PNRR e del parere negativo della Soprintendenza ABAP di Cagliari.
- I consiglieri Antonio Solinas (PD) e Gianluca Mandas (M5S) presentano una proposta per modificare la Legge 20 (quella che doveva fermare la speculazione energetica, ma che il ministero ignora).
- Bene l’idea di piccoli impianti sui tetti, ma attenzione: si parla di accumuli di piccola taglia senza il limite di 1 km dai centri abitati! Non sarà un modo per infilare impianti inquinanti? Ogni fine anno ne inventano una per ostacolare l’ingresso della Pratobello24 firmata da 210.729 sardi (cit. D. Meloni).
- La Nuova intervista la Todde che afferma di non avere la bacchetta magica per risolvere i problemi della Sardegna. Lo sappiamo: non ha la bacchetta magica ma una mela avvelenata per la Sardegna.
Giovedì 23 ottobre.
- Oggi termina il mese in cui la nave Orca II ha svolto per conto della IWP indagini scientifiche e tecniche sul fondale marino di fronte a Capo Altano, Fontanamare, Porto Paglia e non lontano da Porto Flavia e Buggerru. Da poco si è conclusa la procedura di Valutazione impatto ambientale (VIA) sul sito del Ministero ambiente e sicurezza energetica. Manca solo il parere del Ministero della Cultura. Poi, in caso affermativo, per almeno 4 anni il mare davanti a Carloforte e Portoscuso sarà sconvolto dall’installazione di 42 aerogeneratori alti come grattacieli di 90 piani, un cavidotto interrato di 50 chilometri, una sottostazione in acqua e una a terra, a Portovesme. Su questa impresa, che fa capo a una joint venture tra Eni Plenitude, Cassa depositi e prestiti e Copenaghen Infrastructure Partners, hanno già espresso contrarietà i Comuni interessati, le tonnare, le parrocchie e le comunità locali. In particolare, il Comitato “No speculazione energetica Carloforte” ha organizzato diverse iniziative, tra cui una manifestazione a mare lo scorso 11 ottobre. Un flash mob che ha ricevuto l’adesione di otto barche con una quarantina di persone a bordo. Tanto è stato l’entusiasmo che si ripeterà domenica 26 ottobre con una vera e propria flotta, pronta a raggiungere Portoscuso e a unirsi a quella dell’altro Comune dove si trovano le tonnare messe a rischio dall’impianto offshore.
Venerdì 24 ottobre.
- Comunicato stampa del Comitadu Nonucle dove si denuncia che la minaccia radioattiva incombe ancora sulla testa dei Sardi. Sarà il MASE, di concerto con ISIN e Sogin, a deciderlo entro il 2025. Il comunicato cita testualmente: “La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale –VIA e VAS ha concluso i lavori e con un documento di 156 pagine del 4 agosto 2025, ben nascosto nelle pieghe del procedimento, e da noi del Comitadu Nonucle scoperto qualche giorno fa, abbiamo preso atto che la minaccia radioattiva incombe ancora sulla Sardegna e che la conferma dei criteri di scelta del sito a cui imporre il Deposito Unico Scorie Radioattive, come conferma una disamina fatta dal Comitadu tramite sistemi di Intelligenza Artificiale, non solo non escludono i siti sardi ma li dispongono nei primi posti della graduatoria di idoneità che il Ministero dell’Ambiente in concerto con l’ISIN e Sogin stileranno entro qualche mese.”
Sabato 25 ottobre.
- Pubblicati i dati ISPRA sul consumo di suolo. Preoccupa che la Sardegna sia la prima regione per consumo di suolo, Uta il primo Comune in Sardegna. Tristi primati.
Domenica 26 ottobre.
- Manifestazione in mare e a terra a Carloforte e Portoscuso contro il progetto offshore.
Non si arretra di un centimetro.














