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Decadenza sì o decadenza no? Questo è il dilemma

Senza scomodare Shakespeare, andiamo a ripercorrere le tappe di quello che, ormai, è diventato un giallo.
In questo caso mi tornano utili i diari della Resistenza (ecco a cosa servono).

Venerdì 3 gennaio. In serata arriva la notizia che la Todde è decaduta dal suo incarico di governatrice a seguito dei controlli sulla rendicontazione della campagna elettorale.

Sabato 4 gennaio. Straordinari di sabato in Regione: la Todde convoca i capigruppo della maggioranza.

Martedì 18 febbraio. Consiglio Regionale all’insegna del salvataggio delle poltrone di tutti, Todde in primis: si vota per il ricorso alla Corte Costituzionale contro la decadenza della Todde. L’opposizione abbandona l’aula.

Mercoledì 19 febbraio. Siamo sempre più famosi. Il caso decadenza Todde finisce in Parlamento e lo scontro istituzionale sta diventando un affaire senza precedenti.

Martedì 11 marzo. Si innesca una polemica sulla decadenza della Todde (un’altra): la Corte dei Conti dichiara che tutti i partiti che hanno partecipato alle elezioni regionali del febbraio 2024 non hanno commesso violazioni. Il M5S semplifica il comunicato con un: «Quindi cadono tutti i problemi sulla rendicontazione della Todde». La Corte dei Conti sottolinea: «I nostri controlli sui partiti, non sulle spese elettorali dei singoli candidati». La Todde è sempre decaduta.

Mercoledì 12 marzo. Non si placano le polemiche sulla decadenza della Todde. Si attende l’udienza del 20 marzo al Tribunale Civile di Cagliari.

Giovedì 20 marzo. L’udienza sulla decadenza della Todde si traduce in un nulla di fatto. È tutto rinviato al 22 maggio.

Venerdì 28 marzo. Un nuovo scontro Roma vs Regione: il Consiglio dei Ministri ha deliberato il costituirsi in giudizio davanti alla Corte Costituzionale nel procedimento della decadenza della Todde.

Giovedì 24 aprile. Il caso decadenza Todde si complica. La Procura della Repubblica di Cagliari si oppone alla decadenza chiedendone l’annullamento e la riduzione della multa. Tra l’altro il Collegio regionale di garanzia che aveva firmato l’ordinanza per la decadenza deve essere ricostruito in quanto la presidente Cucca va in pensione. Si attende il 22 maggio, giorno in cui dovrebbe arrivare la decisione del collegio del Tribunale di Cagliari.

Venerdì 2 maggio. Accade un fatto gravissimo: il Collegio di Garanzia elettorale, nella sua nuova composizione, ha revocato il mandato difensivo all’avvocato Riccardo Fercia. La revoca riguarda tutti i gradi di giudizio, compreso quello pendente dinanzi alla Corte Costituzionale. La Todde avrà i suoi 4 avvocati di grido di Cagliari a difenderla, l’avvocato che doveva difendere l’ordinanza di decadenza è stato revocato. L’ordinanza rimarrà senza tutela in tutti i gradi di giudizio. Qualcuno giustamente paragona la cosa a un rigore senza portiere.

Sabato 3 maggio. Il caso decadenza Todde senza difensore finisce a Roma dove si indaga sul Palazzo di In-Giustizia sardo (cit. Maninchedda).

Martedì 6 maggio. Nuovo episodio del caso decadenza Todde: i deputati sardi del centrodestra presentano un’interrogazione urgente al ministro di giustizia Nordio per fare luce sulla revoca senza motivo dell’avvocato Fercia. La revoca è partita, guarda caso, da Massimo Costantino Poddighe, marito di Marcella Marchioni, segretaria generale della Regione, nominata dalla giunta Todde. Circola la battuta: Casamonica prende appunti.

Mercoledì 7 maggio. Dopo il Parlamento, anche il Consiglio Superiore della Magistratura si interessa al caso decadenza Todde. Si indaga per possibile conflitto d’interesse. Ricordiamo che Poddighe, che ha sostituito la Cucca e sospeso la difesa di Fercia, è marito della Marchioni, nominata dalla giunta Todde.

Giovedì 22 maggio. È arrivato il fatidico giorno dell’udienza al Tribunale Civile di Cagliari. Il Collegio presieduto dal giudice Gaetano Savona, sentita la difesa, la Procura e l’avvocato Fercia (che si è costituito a titolo personale, dopo essere stato revocato dal Collegio stesso), si ritira per la decisione. Decisione che potrebbe arrivare entro qualche ora o nei prossimi giorni (la legge consente 60 giorni).

Mercoledì 28 maggio. Colpo di scena!
Con un’articolata motivazione di ben 65 pagine, il Tribunale di Cagliari presieduto dal giudice Gaetano Savona ha respinto il ricorso presentato dalla Todde in merito all’ordinanza di decadenza della commissione elettorale di garanzia (si sono sbrigati).
I giudici hanno quindi inviato l’ordinanza al Consiglio Regionale perché si pronunci sulla decadenza tenendo obbligatoriamente conto di quanto precisato nell’ordinanza.
In altri termini significa che il Consiglio deve dichiarare la decadenza della Todde, che è stata ritenuta responsabile di tutte le inadempienze già rilevate dalla commissione presieduta da Gemma Cucca e mai messe in discussione neppure dagli altri magistrati intervenuti.
Respinte le richieste della procura della Repubblica e di tutte le altre parti (sunto da A. Liori).

Giovedì 29 maggio. Indigna la noncuranza con cui la Todde ignora il Tribunale (presenterà l’ennesimo ricorso) e se ne va a Nuoro (in campagna elettorale per l’elezione del sindaco) in compagnia di Conte.

Giovedì 19 giugno. Arriva la notizia della visita ispettiva del Ministero della Giustizia in seguito all’interrogazione presentata il 6 maggio scorso che aveva come oggetto la revoca di Fercia da parte di Poddighe, lo sottolineiamo sempre, marito della Marchioni.

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