🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 5’30” con la voce di Emma)
L’unione tra intelligenza artificiale e robotica ha superato il confine della fantascienza, trasformando i semplici software di chat in entità fisiche capaci di interagire a livello tattile ed emotivo. L’evoluzione è avvenuta in due fasi principali che oggi convergono in un unico ecosistema. Inizialmente nati per l’assistenza clienti, i chatbot AI o companion digitali si sono evoluti in compagni virtuali grazie ai Large Language Models (LLM). Questi software simulano empatia, ricordano conversazioni passate e sviluppano una “personalità” su misura per l’utente. A questi sono seguiti i sex robot, anche definibili come hardware antropomorfi, che sono l’evoluzione tech dei sex toys tradizionali. Si tratta di automi a grandezza naturale, rivestiti in materiali che simulano la pelle umana (come il TPE o il silicone), dotati di sensori tattili e sistemi di riscaldamento interno.
Risultato? Oggi, un robot non si limita a reagire, ma può vedere l’utente tramite telecamere AI, riconoscerne l’umore dal tono di voce e rispondere con movimenti fluidi e discorsi coerenti.
Il panorama tecnologico attuale offre diverse soluzioni a tema, divise tra puro software e integrazione fisica. Vediamo queste opzioni più da vicino:
- Replika / Character.AI – Un’app che si focalizza sul supporto emotivo e il gioco di ruolo, creando un legame psicologico profondo;
- Emily Lovense – Una sex robot AI, presentata al CES 2026, che combina un corpo realistico con una memoria a lungo termine per conversazioni personali;
- Harmony RealBotix – Una sex robot AI pioniera del settore che utilizza una testa robotica capace di espressioni facciali e un’app dedicata per personalizzare l’IA;
- Digisexual Tools – Dispositivo ibrido che sovrappone avatar digitali ad hardware fisici per un’esperienza immersiva.
Fin qui, abbiamo visto cosa propone il mercato. Va bene, ma quale è il giro d’affari dei moderni sex toys che non vengono utilizzati solo per scopi erotici ma, e questo è il dato veramente allarmante, per colmare lacune emotive o solitudine?
Manco a dirlo, il settore della SexTech è uno dei più redditizi della tecnologia di consumo. Nel 2024, il mercato globale dei sex toys e della sextech è stato valutato circa 43 miliardi di dollari. E si stima che quest’anno il valore raggiungerà i 50 miliardi di dollari. Vedete voi se non c’è l’interesse a conquistare sempre nuove fette di mercato lucrando sul disagio e l’incompetenza emotiva…
E, ora, veniamo alla domanda più impegnativa di tutte: quali sono le conseguenze sulla personalità degli utilizzatori di queste tecnologie? Vediamole associate alle peculiarità delle proposte del mercato.
- Il robot è programmato per compiacere l’utilizzatore, questo rende la relazione emotiva unilaterale e, peggio, elimina il conflitto – elemento fondamentale per la crescita personale – rischiando di rendere l’utente incapace di gestire le dinamiche di una relazione umana reale (fatta di compromessi e rifiuti).
- La facilità di interazione con un partner sintetico “perfetto” può portare al ritiro sociale, poiché l’individuo preferisce la sicurezza dell’automa all’imprevedibilità degli esseri umani.
- Esiste il rischio che l’abitudine a trattare un’entità antropomorfa come un puro oggetto di consumo possa influenzare la percezione del consenso e del rispetto nelle relazioni reali.
- La natura on-demand dell’affetto robotico può creare forme di dipendenza simili a quelle della pornografia online, ma con un carico emotivo maggiore dovuto all’interazione verbale.
Da quanto appena detto emerge chiaro un rischio, quello di disimparare a distinguere tra una simulazione di affetto e la complessità di un legame umano. In particolare, è alto il rischio di uno scivolamento verso lo sviluppo di personalità caratterizzate da disregolazione empatica, in particolare la personalità antisociale, narcisistica e borderline.
Cosa caratterizza e differenzia queste personalità?
- Nel disturbo antisociale l’altro non viene assolutamente visto o considerato, piuttosto viene utilizzato esclusivamente come uno strumento per soddisfare i propri scopi personali (come nel caso dei truffatori seriali).
- Nel disturbo narcisistico l’altro non esiste come individuo autonomo, ma solo in funzione di quanto può nutrire e assecondare i bisogni del narcisista.
- Nel disturbo borderline l’altro viene percepito come minaccioso, pertanto la distanza relazionale è estremamente instabile: si passa dal voler essere troppo vicini all’essere troppo lontani, oscillando tra l’idealizzazione e la distruzione dell’altra persona.
In sintesi, la gravità di questi disturbi risiede nell’incapacità di riconoscere l’altro come un essere umano dotato di uno spazio e di bisogni propri e le Companion AI, ma soprattutto i sex robot, alimentano questa incapacità.
Ricordiamoci sempre che atrofizzare una capacità non è mai indice evolutivo, di sviluppo e crescita. Tutt’altro!
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