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Cultura sovranista: la pedagogia del bello come baluardo all’indistinguibilità globalista

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 5’11” con la voce di Ingrid)

A brevissima distanza dalla pubblicazione de “La nostra rivoluzione culturale” Antonello Cresti firma un altro capolavoro del pensiero sovranista intitolato Cultura sovranista – Idee armate per una rinascita popolare. Il fulcro del volume è, ancora una volta, l’importanza della cultura e, assieme ad essa, la difesa del linguaggio, della bellezza, dell’arte e della nostra identità di popolo. Il primo passo per armare questo fronte di riconquista è certamente invertire la rotta pedagogica alla quale sono soggette le nuove generazioni. A tal proposito, il lucido pensatore sovranista ci dice:

L’educazione contemporanea è, a tutti gli effetti, una pedagogia del consenso: non emancipa, ma integra; non insegna a dubitare ma a conformarsi.

E continua:

[…] oggi si scambia l’identità per aggressione, per chiusura, per razzismo. È il dogma dei tempi moderni, ripetuto a scuola, nei media, nelle università: se rivendichi una radice sei un reazionario, se difendi una lingua sei un esclusivista, se vuoi proteggere la tua comunità sei un fascista.

L’obiettivo del sistema nel quale siamo immersi è chiaro: renderci monadi, connessi dal pensiero unico ma soli in un’uniformità priva di unicità; mantenerci sociali o, meglio, societari ma non comunitari o comunitaristi come precisa l’autore proponendo il comunitarismo come paradigma popolare.

Allora, attraverso l’educazione al ragionamento critico, dobbiamo riappropriarci del valore e del significato di “comunità” inquanto forma viva della resistenza alla disgregazione. […] La comunità nasce dalla condivisione di un destino, dal riconoscimento di un’appartenenza reciproca. La società, invece, produce individui isolati, intercambiabili, senza radici, funzionali alla macchina del profitto. […] tornare comunità non è solo azione politica: è un atto di salvezza.

Naturalmente, quando parliamo di comunità non stiamo pensando al nostro vicinato ma all’intero ecosistema mondo che deve essere fondato su quello che Alain de Benoist definisce “diritto alla differenza” e che ci aiuta a definire una società multipolare nel senso culturale di un mondo in cui le differenze dialogano senza annullarsi.

Dal rispetto per le differenze deriva però anche una genuina, critica e consapevole capacità di discernimento che ci aiuta a comprendere che Il brutto che ci circonda […] non è un incidente di percorso, ma un progetto […] per cancellare la verticalità che la bellezza da sempre suggerisce.

Perché? Perché il bello è la lingua segreta con cui una comunità parla a sé stessa, il codice con cui costruisce identità e immaginario. […] Un popolo educato al bello […] è un popolo (che) ha affinato il gusto e la capacità critica. Non a caso il primo bersaglio del potere è sempre la cultura, perché una comunità privata del suo immaginario diventa facilmente manipolabile.

Da qui prendono le mosse la pseudo-cultura della cancellazione e l’uniformante politicamente corretto dal quale derivano l’ignoranza volontaria e il rifiuto della verità.

Ma allora, quale è, secondo Antonello Cresti, il segreto per salvarsi, per far fronte alle manipolazioni e alle strategie della biopolitica? La risposta è, a prima vista, stupefacente:

Il sogno è l’ultimo rifugio della verità, perché non si piega alle logiche del consenso. […] il sogno non è un lusso, ma la condizione necessaria per abitare il mondo senza esserne schiacciata. Per non divenire analfabeti del desiderio. Consapevoli che la vera liberazione non si gioca nella quantità di stimoli, ma nella qualità dell’esperienza. […] la libertà diventa un privilegio concesso a chi non si conforma.

Cionondimeno, il segreto più liberatorio di tutti è giungere alla consapevolezza che per non conformarsi è necessario non avere paura perché chi ha paura è destinata a vivere come un gregge.

Come avrete notato, in questa recensione le citazioni tratte dal volume sono numerose, d’altra parte non si può non restare affascinati dalla concretezza delle argomentazioni proposte e dalla chiarezza con la quale solo chi ha ben definito in mente un percorso pratico per raggiungere un obiettivo può disquisire al fine di condividere e seminare. Se Antonello Cresti getta semi nel giardino del sovranismo sta ad ognuno di noi innaffiarli affinché da essi si sviluppino le piante più rigogliose affondanti le radici più solide in un pensiero che appare come il più strutturato baluardo contro la pressione mortifera all’indistinguibilità tanto cara al globalismo asfissiante della nostra epoca.

 

Titolo: Cultura sovranista – Idee armate per una rinascita popolare

Autore: Antonello Cresti

Editore: La Vela

Anno di pubblicazione: 2025

Prezzo: 15,00€

Il volume è acquistabile dall’area shop della casa editrice ed è presente sulle maggiori piattaforme di e-commerce.

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