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Cos’è il cinema predittivo e perché se ne riparla in questi giorni

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 5’10” con la voce di Fabiola)

Il concetto di “cinema predittivo” (spesso inserito nel contesto più ampio della “programmazione predittiva”) non è annoverabile tra le teorie scientifiche o come un campo di studio accademico riconosciuto, bensì si tratta, ad oggi, di una teoria definita cospirativa diffusa soprattutto online. Essa suggerisce che i media mainstream — film, serie TV, libri — vengano utilizzati per “predire” o, più precisamente, per preparare psicologicamente il pubblico a futuri eventi reali che sarebbero già stati pianificati da élite di potere o governi.

In realtà, qui ci sarebbe da fare un distinguo importante: una cosa sono i contenuti mainstream che, veicolando messaggi precisi e stimolando la visualizzazione di scenari specifici, tendono a creare canovacci mentali sui quali, al momento opportuno, s’innesteranno comportamenti stereotipati che, come in un contagio psichico, inducono gli individui ad agire in un modo a loro già noto; quello visto in un film, per esempio. Diverso è il caso di chi interpreti dati marginali di contenuti mainstream casuali come coincidenti con fatti di realtà in scenari che non renderebbero la predizione utile o sensata.

Dunque, nella sua accezione cospirativa, il cinema predittivo è l’uso intenzionale di opere di finzione per inoculare idee, concetti o scenari di eventi futuri nella mente del pubblico. L’obiettivo sarebbe quello di rendere questi eventi, una volta accaduti nella realtà, più accettabili, meno scioccanti o meno resistibili per la massa, poiché l’idea è già stata processata a livello subconscio attraverso l’intrattenimento.
In un senso meno cospirativo e più pratico, il termine può anche riferirsi alla “narrativa di design” o “prototipazione”, dove aziende o pensatori commissionano storie per esplorare come le persone potrebbero utilizzare o reagire a una nuova tecnologia o a un cambiamento sociale, prima che questo venga realizzato. In questo caso, i media fungono da laboratorio di idee per prevedere e influenzare i trend futuri.


Quando è nata la teoria della funzione predittiva del cinema?
Non c’è una data di nascita precisa per la teoria, ma l’idea ha guadagnato trazione e popolarità nel panorama delle teorie del complotto del XXI secolo, specialmente con la diffusione di Internet e la possibilità di analizzare e comparare rapidamente trame di film datati con eventi recenti (come la pandemia, catastrofi naturali o eventi politici).
Tuttavia, il sospetto sull’uso dei media per l’ingegneria sociale è più datato. Già il filosofo Bertrand Russell aveva ipotizzato che i film potessero essere uno strumento per l’ingegneria sociale di massa, indicando una consapevolezza precoce del potenziale di condizionamento dei mass media.


Riscontri e “Prove” Addotte
I sostenitori della teoria portano come “prove” le incredibili somiglianze tra dettagli di film o serie TV e gli eventi reali che si verificano anni dopo. Esempi frequentemente citati sono:

  • dettagli tecnologici – Film di fantascienza che mostrano dispositivi o interfacce che assomigliano sorprendentemente a tecnologie inventate anni dopo (come i tablet o le videochiamate);
  • eventi catastrofici o sanitari – Trame che simulano pandemie, attacchi terroristici o crisi politiche con dettagli che, a posteriori, sembrano sinistramente precisi rispetto a quanto accaduto. L’esempio citato in questi giorni è il film di Nicolas Cage, Snake Eyes, e la somiglianza di un complotto politico e dei nomi di alcuni personaggi della trama con l’assassinio reale di Charlie Kirk, attivista conservatore americano, avvenuto il 10 settembre di quest’anno nello Utah.

    In sostanza, i “riscontri” si basano su coincidenze e interpretazioni retroattive degli elementi narrativi.

Possibili Spiegazioni
Esistono diverse spiegazioni, più o meno razionali, per la percezione di questo “potere predittivo” del cinema:

  • l’analogia con la Narrativa di Design – L’arte e la narrativa, specialmente la fantascienza, agiscono spesso come prototipi culturali. Creativi, registi e scrittori sono persone che osservano attentamente le tendenze scientifiche, sociali e politiche del loro tempo e le proiettano nel futuro per creare storie avvincenti. Non si tratta, pertanto, di predizione, ma di estrapolazione logica delle tendenze attuali;
  • effetto Confirmation Bias (Pregiudizio di Conferma) – Una volta che un evento reale accade, le persone tendono inconsciamente a cercare, e a concentrarsi solo sulle precedenti occorrenze mediatiche che sembrano confermarlo, ignorando le innumerevoli altre narrazioni che non si sono avverate. Un po’ come accadrebbe per l’interpretazione delle terzine di Nostradamus;
  • l’Archivio Immenso – Con la quantità sterminata di film, libri e programmi prodotti in un secolo, è statisticamente inevitabile che alcune trame, per pura coincidenza, finiscano per assomigliare a eventi futuri;
  • la Cospirazione (Spiegazione dei Sostenitori) – Per i teorici, la spiegazione è che i media, notoriamente strumenti di soft power, condizionino l’accettazione pubblica di futuri piani segreti.

    Il cinema predittivo è dunque un fenomeno complesso mosso dalla ricerca per le coincidenze ma anche dal fascino per esse.
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