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K’ung fu tzu, Confucio per noi occidentali, nacque nel minuscolo Stato di Lu e viaggiò in lungo e in largo per la Cina al fine di divulgare il suo pensiero cardine “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”. Uomo saggio, dunque, Confucio, mite, dall’aspetto bonario ma non ingenuo. Eloquente e capace di guidare, mai di prevaricare. Con tutta la sua sapienza avrebbe parlato della speculazione energetica in Sardegna esprimendosi così:
«Discepoli, oggi ci troviamo di fronte a un problema che affligge la nostra amata Sardegna, la speculazione energetica. I saggi dell’antichitĂ ci hanno insegnato l’importanza dell’equilibrio e dell’armonia. Ma cosa c’è di armonioso nel vedere pochi arricchirsi a spese di molti, sfruttando il sole e il vento che appartengono a tutti? Ricordate, la vera energia risiede nella comunitĂ , nella condivisione e nel rispetto per la terra. Non lasciate che l’aviditĂ offuschi la vostra saggezza. E se qualcuno vi offre un affare troppo bello per essere vero, rammentate: anche un drago dormiente può bruciare chi lo disturba».
Ecco, io immagino Confucio con un tablet in mano, che guarda con disapprovazione un grafico che mostra l’impennata dei prezzi dell’energia. Indossa abiti tradizionali, ma ha un paio di occhiali da sole alla moda e un’espressione di saggio disincanto. Accanto a lui, un cartello con la scritta “GiĂą le mani dal sole della Sardegna!” in caratteri cinesi stilizzati, ovviamente.














