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Amazon nel mirino del Garante: sotto accusa la “schedatura” delle malattie dei familiari dei dipendenti

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Un nuovo terremoto si abbatte sulle politiche di gestione del personale di Amazon. Il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente emesso un provvedimento di blocco nei confronti del colosso dell’e-commerce, contestando una pratica di sorveglianza e profilazione che supera i confini del rapporto di lavoro per addentrarsi nella sfera piĂą intima dei dipendenti e dei loro cari.
Al centro dell’inchiesta non c’è solo il monitoraggio della produttivitĂ , ma una vera e propria schedatura delle patologie dei familiari dei lavoratori, raccolta senza basi legali adeguate e in violazione dei principi di necessitĂ  e proporzionalitĂ .

Secondo quanto emerso dagli accertamenti dell’AutoritĂ  (Provvedimento del 24 febbraio 2026), Amazon avrebbe raccolto in modo sistematico informazioni estremamente sensibili. Tra i dati registrati figurano:

  • dettagli sulle patologie dei familiari – Informazioni mediche riguardanti figli, coniugi o parenti dei dipendenti, spesso ottenute attraverso le giustificazioni per congedi o permessi;
  • vita personale e orientamento sindacale – Una profilazione che includeva note sulle opinioni dei lavoratori e sulla loro partecipazione ad attivitĂ  sindacali;
  • dati biometrici e geolocalizzazione – Un controllo pervasivo sui tempi di inattivitĂ  e sugli spostamenti all’interno dei magazzini.

Amazon ha storicamente giustificato la raccolta di dati medici come una necessitĂ  per la gestione dei congedi previsti dalla legge (come i permessi per l’assistenza a familiari con disabilitĂ  o malattie gravi). Tuttavia, il Garante ha rilevato che l’azienda non si limitava a verificare il diritto al permesso, ma archiviava in modo eccedente e ingiustificato i dettagli diagnostici, creando una banca dati potenzialmente discriminatoria.

«La salute dei familiari è un dato ultrasensibile. La loro registrazione sistematica nei database aziendali configura un rischio altissimo per i diritti e le libertĂ  fondamentali», ha spiegato l’AutoritĂ  nel comunicato stampa.

Non è la prima volta che Amazon finisce sotto la lente d’ingrandimento per la privacy dei dipendenti. GiĂ  nel 2024, Amazon France Logistique era stata sanzionata con una multa da 32 milioni di euro per un sistema di monitoraggio dell’attivitĂ  lavorativa giudicato “eccessivamente intrusivo”. In Italia, l’attuale stop del Garante potrebbe essere il preludio a sanzioni pecuniarie miliardarie basate sul GDPR, che punisce severamente il trattamento illecito di dati sanitari.

Cosa cambia per i lavoratori?
Il provvedimento impone ad Amazon di:

  • cessare immediatamente la raccolta di informazioni non pertinenti sulla salute dei familiari;
  • cancellare o anonimizzare i dati giĂ  raccolti che non siano strettamente necessari per obblighi di legge;
  • rivedere i software di gestione per impedire che vengano forzate comunicazioni di natura privata.

Questa decisione segna un punto di svolta nella lotta tra “algoritmi di gestione” e diritti civili, stabilendo che il potere di controllo del datore di lavoro non può trasformarsi in un occhio che scruta fin dentro le mura domestiche del dipendente.

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Un commento

  • Alessandro de Curtis
    Rispondi

    Beh, questo metodo nazista evidentemente è funzionale al nuovo controllo sociale.
    Per questi schifosi ci vorrebbe una bella multa di 387 miliardi di euro.
    Forse così la smettono.

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