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Albericidio: perché è pericoloso

🎧 Ascolta l’articolo ▶️ (durata 2’50” con la voce di Thalita)

Ormai sentiamo sempre più spesso parlare di albericidio in relazione all’abbattimento di alberi, anche di notevole importanza storica – come quelli del Mausoleo di Augusto – per ragioni di sicurezza, salute vegetale, necessità determinate da cantieri stradali o rinnovamenti urbani.

Spesso questi abbattimenti hanno destato grande sospetto in chi ritiene che il motivo reale sia eliminare gli ostacoli alla trasmissione del segnale 5G, considerato che tale tecnologia funziona tramite onde elettromagnetiche a frequenza molto alta, cosiddette onde millimetriche. Questi segnali hanno un grande vantaggio nella velocità di trasmissione, ma un enorme limite: penetrano pochissimo e vengono facilmente assorbiti o bloccati e le foglie, i rami, la linfa e la massa legnosa sono in grado di attenuare, rifrangere e bloccare significativamente il segnale.

Per le aziende delle telecomunicazioni e per chi gestisce le infrastrutture, dunque, un albero adulto non è visto come un dono della natura, ma semplicemente come un ostacolo fisico da rimuovere o “potare a morte” per garantire la copertura totale e senza interferenze. Se questo fosse – e scenari di capitozzatura reiterati lo farebbero ipotizzare – l’esito sarebbe paradossale: più segnale e meno salute o, comunque, un rischio per la salute non calcolabile, dal momento che non conosciamo ancora appieno le conseguenze delle radiazioni non ionizzanti sulle nostre cellule.

Comunque la vogliamo pensare, il risultato lo vediamo nelle piazze, nei viali e nei giardini pubblici: alberi secolari tagliati, siepi eliminate, verde urbano sostituito da asfalto, cemento e antenne.

Questa pratica non è solo brutta da vedere: è estremamente pericolosa per la salute pubblica e per l’ambiente, e apre le porte a conseguenze gravissime.

1. L’effetto “isola di calore” raddoppia

Gli alberi hanno il compito fondamentale di rinfrescare l’aria, ombreggiare il suolo e regolare l’umidità. Senza di loro, le temperature urbane aumentano vertiginosamente, specialmente d’estate, rendendo le città invivibili e aumentando i rischi per le persone anziane e malate.

2. Scomparsa della filtrazione naturale

Le foglie assorbono CO2 e catturano polveri sottili, smog e inquinanti. Se abbattiamo gli alberi (e, peggio, se lo facciamo all’unico scopo di favorire il passaggio delle onde), lasciamo che l’aria diventi più pesante e velenosa, esponendoci a maggiori problemi respiratori e allergie.

3. Danno ecologico irreversibile

Ogni albero abbattuto è un ecosistema distrutto. Uccidendo il verde urbano si cancellano habitat per uccelli e insetti impollinatori, si rompe l’equilibrio del suolo e si aumenta il rischio idrogeologico.

Il messaggio che vorrei lanciarvi oggi, da qualunque punto di vista vogliate mettervi, è che gli alberi non sono ingombri ma vita e distruggerli è un crimine contro l’ambiente e contro la salute di tutti noi. Pensiamoci.

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